Ricerca personalizzata

venerdì 12 novembre 2010

Crostata con crema frangipane e amarene (no foto)

Seguiamo con la serie di crostate che ho preparato da portare in trattoria, oggi vi voglio proporre infatti la crostata con crema frangipane e amarene.


Non ho mai comprato le amarene, non so perchè visto che in fondo mi piacciono, ma da quando ho conosciuto la crema frangipane e l'ho utilizzata in questa crostata, mi è venuta curiosità di utilizzarle, dato che pare le due vadano in coppia stupendamente. Ne ho parlato quindi con mio marito diverse volte (via telefono visto che è ancora in Libano) e lui ha sempre storto il naso (sempre via telefono ovviamente ;)) ), riuscendo perfettamente nell'impresa di togliermi ogni entusiasmo.
Poi è venuto qui e siamo andati a fare la spesa alla Metro dove mi sono sbizzarrita a dar fondo ai nostri averi tra chili di farina, confezioni tipo malta da muratore di zucchero a velo e veri e propri mattoni di cioccolato per dolci.
Finché ad un certo punto lui si è fermato, quasi in estasi, davanti a un barattalo in ceramica da 750g di amarene Fabbri...Io gli ho detto che erano amarene, che a lui non piacevano e il gran pezzo di amore della mia vita cosa mi dice? "Ma non volevi giust'appunto fare una crostata con le amarene??"
E poi dicono che siamo noi donne infime e manipolatrici...



INGREDIENTI
Pasta frolla metà del panetto che viene seguendo questa ricetta.
Burro 90g
Zucchero 100g
Farina di mandorle o mandorle sbriciolate 100g
Farina 40g
Uova 2
Amarene q.b.



PROCEDIMENTO
Come ho scritto sugli ingredienti, la frolla era la metà di un panetto preparato con questo metodo, le quantità infatti sono perfette per due crostate di grandezza media.
Mentre fate riposare la frolla in frigorifero, preparate la crema frangipane iniziando a frullare insieme le uova con lo zucchero per aggiungere successivamente il burro ammorbidito a pezzetti.


Aggiungere poi le due farine e amalgamare per bene. Ricordo che se non trovate la farina di mandorle potete benissimo tritare finemente delle mandorle spellate.

A questo punto tirate la vostra frolla, posizionatela nello stampo (io metto sempre la carta forno perchè mi viene più comodo piuttosto che burro e farina) e bucherellatela.

Posizionare sul fondo le amarene, quante dipende da quanto vi piacciono e quanto volete spicchino nella crostata. Piccolo trucchetto che mi hanno insegnato al corso base di panetteria e pasticceria: non mettete frutta, pezzi di cioccolato e quant'altro se non crema al centro di una torta, altrimenti le fette non escono mai precise. so che può sembrare ovvio, ma io non ci avevo mai pensato e ho voluto condividere questa idea proprio per chi è un po' dordolo come me!!! ;)

Riempire con la crema e preparare poi la griglia da mettere sopra la crostata.

Io ho dovuto pure fare un rattoppo, mannaggia! Ma alla fine il risultato non è stato così disastroso.

Cuocere una mezz'oretta a 170º circa o per lo meno fino a quando la frolla raggionge un bel colore dorato.

Prima di togliere dallo stampo, aspettare qualche istante che si raffreddi altrimenti si spacca tutto Se volete potete anche mettere sopra un po' di zucchero a velo, ma io credo sia un po' troppo dolce e poi la differenza di cromatura la rende davvero bella, non trovate?

BUON APPETITO!

martedì 9 novembre 2010

Non-ricetta: crostini OrtoCori (no foto)

E la finirà questa di mettere ricette con i prodotti OrtoCori? E no ragazze, scusatemelo, ma per una volta che mi arriva sto pacco del bendidio, mica posso fare a meno di rendervi partecipi di tutte le ricettuzze che mi vengono in mente, no?
Quindi stasera vi beccate questi crostini con la crema tartufata e i pomodorini!


Eddai, non ci si può proprio lamentare guardando questi crostini, a me fanno venire una gola, sarà che li ho mangiati, ma mi sanno proprio di aperitivo superchiccoso! E la cosa migliore è che si preparano in un battibaleno!...direi quasi che è vergognoso postarli, se non fosse che sono così buoni! :)



INGREDIENTI
Pane raffermo 4 fette
Crema tartufata un paio di cucchiaini abbondanti per pezzo di pane
Pomodorini una decina
Sale e pepe q.b.



PROCEDIMENTO
Tagliare le fette di pane, facendole spesse almeno un centimetro e metterle a scaldare una decina di minuti (o finchè iniziano ad abbrustolirsi) nel forno a 180º.


Nel frattempo tagliare i pomodorini in 4 parti ciascuno.


Una volta tirato fuori le fette di pane dal forno, spalmarle subito con la crema di tartufo e poi spolverate con un po' di pepe; abbondante pure che ha un sapore davvero molto delicato.


Aggiungere i pomodorini e sale su ogni crostino, ma senza esagerare che poi copre gli altri sapori (che sono molto delicati)..et voilà: aperitivo con successo pronto!


BUON APPETITO!

sabato 6 novembre 2010

Mi sbizzarrisco: altra preparazione base! (no foto)

Come vi avevo già accennato in un precedente post, sto torteggiando a destra e a manca; questo mi permette non solo di impratichirmi e velocizzarmi nella realizzazione dei dolci, ma anche di sperimentare ricette nuove, connubi particolari e sapori mai provati e questa crostata con frolla ovis mollis e ripiena di crema frangipane al cioccolato ne è la prova!



Un paio di mesi fa se avessi letto una ricetta come questa avrei pensato "....eeeeeeh?!?" (dai ammettetelo che molti di voi hanno pensato lo stesso, non lasciatemi sola nella mia ignoranza più abissale!!), poi però ho fatto il corso base di panetteria e pasticceria, dove mi hanno insegnato questa ovis molis, che altro non è che una frolla fatta con i tuorli delle uova sode ed è infatti conosciuta anche come frolla ungherese.
Poi gironzolando alla ricerca di qualche crema nuova per riempire le mie crostate, mi sono imbattuta nella crema frangipane, ossia una crema mandorlosa (e anche piuttosto burrosa!) che spesso viene associata alle amarene. Io non avendo queste ultime mi sono buttata sul cioccolato, che tanto si combina sempre bene ;)) e ho seguito la ricetta di Anna.

Prima di lasciarvi alla ricetta, vi comunico che ho deciso di mandare almeno un piccolo pensierino a uno dei 62 partecipanti al mio giveaway...lo so, avevo detto che sarebbe stato valido solo al raggiungimento dei 100, ma mi avete dato tante soddisfazioni in questi mesi, siete in tanti a seguirmi, a commentarmi e in tanti avete anche partecipato a questo giochino, quindi vi voglio comunque premiare.
E lo faccio in diretta! Ho aperto ora il sito random.org, segno i numeri: min.1 max.62...sto per cliccare...clicco, eh?...NUMERO 4!!! Il partecipante numero 4 in ordine di commenti è...Tania di Dulcis in furno!
Lascerò un commento nel blog a Tania che spero mi mandi presto una mail con il suo indirizzo per mandarle il piccolo pensiero che ho in mente...Complimenti Tania e grazie a tutti quelli che hanno partecipato!



INGREDIENTI per la ovis mollis
Farina 450g
Burro 300g
Zucchero 170g
Tuorli lessi 80g
Sale un pizzico
Aromi a piacere

INGREDIENTI per la crema
Burro 125g
Zucchero 115g
Uova 2
Cioccolato tritato 100g
Mandorle macinate 125g
Rum q.b.
Mandorle a lamelle q.b.





PROCEDIMENTO
Bollire le uova per 8/10 minuti, poi dividere i tuorli dagli albumi e lasciar raffreddare (azione indispensabile, altrimenti dopo per settacciarli è un casino, lo dico come sempre per esperienza ovviamente :( )


Setacciare la farina (lasciare un po' per i tuorli) e formare una grande fontana, direi più un semicerchio.


Aiutandosi con la farina rimasta setacciare anche i tuorli (almeno un paio di volte) e metterlo poi nel semicerchio, insieme al resto della farina.

Spezzettare il burro in mezzo alla fontanona e mescolare allo zucchero, al sale e agli aromi (io ho usato quello alla mandorla, visto che la crema con cui dovevo riempire la crostata).

Dopo aver impastato per bene lo zucchero e il burro, aggiungere la farina e i tuorli setacciati fino a formare una palla (non vi preoccupate che si formerà, anche se non vi sembra possibile!), che come al solito metterete a riposare in frigo per almeno mezz'ora avvolta nella pellicola.

Nel frattempo lavorare il burro ammorbito a crema.

Unire lo zucchero fino a far diventare il composto spumoso.

Unire le uova, il cioccolato e le mandorle tritate, amalgamando il tutto per bene.


Io non metto solitamente il rum, ma questa volta ho aggiunto un "cichinin" (per i non friulani si potrebbe tradurre come goccetto) di liquore al mandarino, giunto da chissà dove e che nessuno beve, dato che il sapore è orrido, ma che ha dato davvero un buon retrogusto alla crema.


A questo punto preparare la crostata: stendere la pasta (circa 0,5cm), metterla nello stampo, bucherellare e riempire con la crema.

Dopo aver tolto la pasta in surplus, decorare con le mandorle a lamelle.

Infornare a 160º per circa una mezz'oretta, coprendo con una stagnola per evitare di bruciacchiare le mandorle sopra.

Sfornare e lasciare intiepidire prima di togliere dallo stampo, altrimenti di spezza. La pasta in più potete usarla per un'altra crostata, ma io vi consiglio di utilizzarla per dei semplici biscottini, perchè questo tipo di frolla è davvero molto friabile.

BUON APPETITO!

mercoledì 3 novembre 2010

Doppia preparazione base per Halloween (no foto)

Lo so, Halloween è passato e già non se ne poteva più prima, figurarsi dopo, ma purtroppo per voi io ho fatto tutto per il 31 sera e non sono riuscita a postare proprio una cippa lippa, quindi beccatevi questi cupcakes terrificanti, che di terrificante hanno solo le mie decorazioni, mi sa!!


In compenso questi cupcakes hanno il pregio di essere stati preparati con ben due preparazioni base che non ho mai postato: la ricetta base dei cupcakes leggeri presa da un bellissimo libercolo di Alisa Morov, un'americana che vive in Francia e che non può fare a meno dei suoi cupcakes, così ci ha fatto un bel libro e divulgato le ricette più comuni e chi più ama (nella speranza, evidentemente, di trovare più cupcakes americani in giro per il mondo), e la royal icing con cremor tartaro, una glassa reale fatta apposta per le decorazioni di fino, che evidentemente non sono le mie, o non queste per lo meno!! Purtroppo, per fare quelle bellissime decorazioni tipo pizzo, ci vuole non solo una glassa ben preparata, ma anche un particolare beccuccio che pare venda solo la Wilton e che sia impossibile recuperare nei negozi di noi comuni mortali, ma solo su internet, con spese di spesizioni decisamente folli per un solo beccuccino, il che significa aspettare di avere una congrua dose di chincaglie da comprare online e magari nel frattempo andare alla disperata ricerca (nesuno conosce qualche negozio specializzato in questa roba qui in Friuli??).
Comunque già che mi sono messa in testa che dovevo provare questa royal icing, ho provato di tutto: a bucare una sac a poche con uno spillo, a fare dei coni di carta forno con un buchino piccinino-piccinino, ma il risultato è stato un disastro totale, complice sicuramente anche la fretta e la stanchezza accumulata in questi giorni, ma non mi do per vinta e nel frattempo la uso, ci gioco, faccio qualche schifezza così mi abituo a maneggiarla, inizio a conoscerla, ci parlo un po'...chissà che non riesca a creare poi anche io quei grandi capolavori che qualcuna di voi posta con tranquilla nonchalance praticamente un giorno sì e l'altro pure.
O forse è meglio che lasci perdere?!?!
Comunque questi cupcakes sono ottimi e, solo grazie allo stampo della mitica silikomart, anche bellini. Le dosi che vi lascio sono per due stampi da otto.

E siccome oggi sono un fiume in piena, vi lascio con un piccolo giochino, di solito tendo ad evitarli, ma questo l'ho trovato particolarmente tenero. L'idea è quella di conoscersi un po' di più tra di noi, rispondendo a qualche domandina e passando poi la palla ad altre 14 blogger.


1) Quando da piccoli vi domandavano cosa volevate fare da grandi cosa rispondevate? Vincere le olimpiadi, ho iniziato a far canoa fluviale all'età di otto anni ed è stato tutto per me, anche troppo per tredici anni, mi ha portato gioie e dolori, ma alla fine ho lasciato per svariati motivi. Forse è uno, se non l'unico rimpianto che ho quello di non aver continuato o per lo meno ripreso.

2) Quali erano i vostri cartoni animati preferiti? Tantissimi! Tra tutti Milly, Magica Emy, Georgie, Hello Spank, Mila&Shiro, Holly&Benji...potrei elencarvene a decine!
3) Quali erano i vostri giochi preferiti? Mi piacevano i Lego e i puzzle, ma anche i giochi di ruolo tipo che facevo finta di avere un bar o di essere una piccola esploratrice
4) Quale è stato il vostro più bel compleanno e perchè? Non saprei, ogni compleanno per me ha un valore, un suo ricordo particolare e indelebile, adoro il giorno del mio compleanno e non smetterei di festeggiarlo per nulla al mondo
5) Quali sono le cose che volevate assolutamente fare e non avete ancora fatto? Una miriade e ogni giorno se ne aggiunge una: ovviamente vincere le Olimpiadi di canoa, un sogno che rimarrà tale, un figlio, ma anche un corso di country, un corso di cucina come si deve, magari anche uno di decorazione e sugar art, un sacco di viaggi che non sto ad elencarvi...sono una fonte inesauribile di desideri!
6) Quale è stata la vostra prima passione sportiva e non? Bè mi pare di averlo già ripetutto troppe volte, comunque per chi non avesse capito: la canoa prima e unica grande passione della mia vita.
7) Quale è stato il vostro primo idolo musicale? Vasco Rossi, primo non lo so, ma di sicuro è l'unico che non mi ha mai deluso, musicalmente parlando, solo alti e bassi che comunque rimangono in una fascia decisamente eccellente.
8) Quale è stata la cosa più bella chiesta (ed eventualmente ricevuta) a Babbo Natale, Gesù Bambino, Santa Lucia? Uuh, cavoli e chissiricorda!! Forse la Famiglia Cuore delle Barcie, di cui ho un ricrdo molto vivido del momento in cui aprivo il pacco, quindi evidentemente è stato proprio una cosa che mi è rimasta impressa. Nel passato più più vicino, direi sicuramente un figlio, ma ancora non sono stata accontentata.

Lascio il testimone della staffetta, sperando che non l'abbia già lasciato qualcun'altro, ad Amz, Vale (io ci provo ragazze, come sempre ;P), Mammazan, Arabafelice, Cuoca che copia, La cucina piccoLINA, Simona, Spighetta, Alem, Cristina, mamma iana, Mara, Francesca e Anna. So che non tutti amano questi giochini, che ci si dimentica e che sono piuttosto futili, ma trovo molto carino che qualcuno possa ricordarsi di te, senza magari nemmeno averti parlato al di là di qualche commento. 


The last, but not the least non mi sono assolutamente dimenticata del mio giveaway, purtroppo però non siamo arrivati al fatidico numero 100. Sto ancora valutando se assegnare comunque almeno a uno il giveaway (l'idea era di avere un podio, ossia tre diversi premi da assegnare), perchè comunque siete stati davvero in tanti a partecipare...voi cosa ne dite? Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate anche voi!
E ora basta che dal tanto parlare mi fa pure male la gola, vi lascio alla mia ricettina!...e finalmente direte voi! ;))


INGREDIENTI
Per i cupcakes (ricetta base):
Latte 60g
Albumi 4 (uova grandi)
Farina 230g
Zucchero 200g
Burro 190g
Lievito 1 cucchiaino
Sale un pizzico
Estratto di vaniglia e cardamomo 1 cucchiaino (io non li ho messi)

Per i cupcakes neri:
Togliere almeno 30g di farina e metterne altrettanti di cacao.
Per i cupcakes arancioni:
Aggiungere due carote piccoline

Per la royal icing con cremor tartaro:
Albume 1
Cremor tartaro 1/4 di cucchiaino
Zucchero a velo 200/250g
Glucosio 1/2 cucchiaino



PROCEDIMENTO
Procediamo come i muffin mettendo gli ingredienti secchi in una ciotola e quelli umidi in un'altra.

Aggiungere agli ingredienti secchi il composto umido, ma non tutto insieme, poco per volta, e amalgamare il tutto.

Mettere negli stampi e infornare a 160º per una mezz'oretta.


Appena usciti dal forno questo era il risultato...più li guardo e più penso che avrei dovuto lasciarli così :(

Ma alla fine ho preparato la royal icing, quindi: mescolare il cremor tartaro con gli albumi, sbattendo un po', ma a mano.

Setacciare lo zucchero a velo per almeno tre volte (e da qui capirete perchè è scritto 250/200g...la partenza è 250, ma all'arrivo???)

Sbattere gli albumi con lo zucchero a velo messo un po' per volta.

Quando riuscirete a fare questo la royal icing è pronta.

E ora sbizzarritevi...magari meglio di come ho fatto io però!! ;D

BUON APPETITO!

sabato 30 ottobre 2010

Millefoglie di pane carasau con mozzarella di bufala, pomodorini e melanzane alla brace (no foto)

Continua la saga delle preparazioni con gli ingredienti che l'azienda OrtoCori mi ha gentilmente spedito (per ora ho postato la ricetta fatta con la fantastica crema di tartufo, protagonista inoltre di un'altra cosuccina semplice semplice, ma molto buona e ad effetto che presto vi posterò) e di cui volentieri parlo, perchè trovo siano prodotti molto buoni, tenendo conto che li ho mangiati pure io che non amo i sottoli!
Tra l'altro non ho sprecato nemmeno troppo cervellino, visto che ho rivisitato un piatto sull'estivo andante che vi ho proposto un mesetto e mezzo fa, quindi bando alle ciance e ecco a voi la millefoglie di pane carasau con mozzarella di bufala, pomodorini e melanzane alla brace.


A vederla sembra un miscuglio senza nè capo nè coda, ma vi assicuro che al gusto è davvero buona, anche se la foto decisamente non rende!

Con questa ricetta partecipo al contest di Antonella






INGREDIENTI
Melanzane alla brace 1 barattolo
Pane carasau 4 fogli
Mozzarella di bufala ca.500g
Pomodorini una decina
Olio aromatico al basilico e olio delle melanzane, sale e basilico q.b



PROCEDIMENTO
Iniziare con un foglio di pane carasau sopra al quale sparpagliare la mozzarella a pezzattoni, i pomodorini tagliati in quattro, le melanzane e le foglioline di basilico sminuzzate con le mani.



Io non ho bagnato i fogli di pane carasau (ho passato solo velocemente l'ultimo foglio sotto l'acqua corrente del lavandino), per avere una millefoglie più croccante e pensando che la mozzarella di bufala rilasciasse del latte, che invece non ha rilasciato, ma non nè stato comunque un problema, vista la presenza dei pomodorini. Ricordate però di salare e oliare ogni strato della millefoglie.


Mettere in forno a 150º finchè non si imbrunisce, a me è bastato circa un quarto d'ora. Attenzione che l'ultimo foglio se non è almeno un po' bagnato con olio o acqua rischia di bruciarsi troppo, compritelo nel caso.


BUON APPETITO!

giovedì 28 ottobre 2010

Muffin integrali con il ripieno dei cjalcions (no foto)

Lo scorso post ho inserito una ricettuzza regionale di cui sono andata molto fiera...almeno per quanto riguarda la prima cinquantina di cjalcions fatti, per i successivi cinquanta mi sono data dell'imbecille per non aver pensato un po' meglio alle quantità e gli ultimi cinquanta a pensare come sbarazzarmene senza dover stare a stirare pasta come una matta. Deciso cosa farne, ho impiegato altri cinquanta cjalcions per finire l'ultimo pezzo di pasta matta che mi rimaneva...
Così sono nati, praticamente per disperazione, questi muffin integrali con il ripieno dei cjalcions.



Spero che a voi non capiti, ma nel caso vi ritroviate come me con una leggerissima sovrabbondanza di ripieno, questi muffin salati sono la vostra salvezza, perchè oltre a darvi finalmente pace e sollievo perchè in capo a mezz'ora sono fatti e sfornati, faranno anche la loro porca figura quando direte che dentro c'è tutto quel popò di roba!!
Unico appunto: io ho messo tutta farina di segale, ma il mio consiglio è di tagliarla con farina bianca o al massimo della manitoba, perchè sono rimasti troppo umidi (il che significa che il giorno dopo erano un pochino troppo duretti) e un pochino troppo pesantucci.



INGREDIENTI
Rimanenza dei cjalcions
Farina di segale 200g
Latte 150ml
Olio100ml
Uova 2
Lievito 1/2 bustina
Sale e pepe q.b.



PROCEDIMENTO
Come per tutti i muffin, mescolare in due ciotole separate ingredienti secchi e ingredienti umidi.


Mettere negli stampini (a me ne sono venuti una dozzina) e infornare a 180º per una ventina di minuti, ma controllate sempre quando sulla cupolina si è formato una lieve crosticina.


I muffin sono quindi belli e pronti, io consiglio comunque di mangiarli tiepidini come antipasto sfizioso.


BUON APPETITO!

lunedì 25 ottobre 2010

Cjalcions (no foto)

Oggi ho risalutato - per l'ennesima volta - il maritino, dopo una settimana lunga e intensa; non sono rimasta a casa praticamente mai e abbiamo mangiato come dei piccoli, anzi no, direi belli grandi, porcellini. Il risultato è una pesantezza di stomaco impressionante, una nausea costante che non mi abbandona e quasi due chili di più :(( Ma sono stata con l'amore mio e questa è la cosa più importante.
Ieri sera abbiamo fatto grande cenone con la family e il primo piatto è stata questa mia creazione, fatta per la bellissima idea di Rossella, una delle poche blogger friulane che cercano di portare alla ribalta un po' delle nostre tradizioni culinaria. Vi presento quindi i miei cjalcions.


Devo ammettere che io non sono molto amante dei cjalcions dolci, quelli più tipici conditi con burro e cannella, quindi mi sono buttata sulle ricette salate e quando ho letto ortiche, non ci ho capito più niente: adoro le preparazioni con questo ingrediente! Avevo già deciso per i cjalcions di Anna Cosetti dopo nemmeno tre secondi (non ci penso molto su alle cose!!), senza rendermi conto che la ricetta non aveva quantità, quindi mi sono quindi ritrovata a preparare quasi 200 cjalcions per finire il ripieno (che tra l'altro non ho finito del tutto, ma che ho riutilizzato in una ricetta che vi posterò a breve), e che il tempo delle ortiche era passato, anche se alla fine qualche ramo sono riuscita a scovarlo.
Per riassumere: le dosi sono tutte un piùomenocircamenoquasi, pasta matta compresa, ve lo dico in anticipo così eviterete di maledirmi strada facendo! Food blogger avvisato... ;))

Quasi mi dimenticavo...no bugia, me n'ero proprio dimenticata e spero che Arabafelice, una delle blogger che più seguo, non me ne voglia...che con questa ricettina partecipo a Inventa...mela!
...e chissà che ora non sia la volta buona che inizi la ricetta!!! ;))



INGREDIENTI
Farina 1kg
Acqua ca.500ml
Olio un paio di cucchiai
Mela 1
Ricotta 250g
Ricotta affumicata 50g
Pane nero di segale un paio di fette
Ortiche 5/6 rami belli grandi, ma non molto carichi di foglie (se non trovate ortiche potete usare spinaci, ma non è la stessa cosa!)
Burro due noci
Sale, pepe, noce moscata, cannella q.b
Burro, salvia e  ricotta affumicata (ma anche grano o parmigiano) per condire.



PROCEDIMENTO
Preparare la pasta matta, ossia l'impasto con la farina, il sale disciolto nell'acqua e l'olio.


Io sono andata a occhio aggiungendo acqua man mano che impastavo, fino a che ho ottenuto una bella palla liscia, che poi ho lasciato riposare in frigo.
Ovviamente ero partita con quella di usare mezzo chilo di farina, ma visto le dosi mastodontiche di ripieno che mi è venuto, ho dovuto rifare un altro paio di impasti da 250g di farina l'uno.


Raccogliere le ortiche, sfogliarle, lavarle e sbollentarle un pochino in acqua bollente salata.




Passare poi le ortiche nella padella dove avrete precedentemente fatto sciogliere il burro, e se vi piace, fatto appassire la cipolla (io non l'ho fatto perchè volevo fare assaggiare a degli amici che non mangiano nè aglio, nè cipolla). Aggiungere poi il pane nero tritato con la ricotta affumicata.


Nel frattempo preparare anche la mela: sbucciarla e tagliarla a pezzettini piccoli che metterete in un'altra padella sempre con del burro e che condirete con cannella e noce moscata.


Unire la mela con il resto dell'impasto e lasciar cuocere fino a che si ottiene la consistenza desiderata (io preferisco che tutto rimango un po' duretto).


Lasciar raffreddare un attimo a infine aggiungere la ricotta fresca. Non dimenticatevi di salare e pepare abbondantemente, non come me che ho lasciato il tutto un po' troppo lamio (= insipido, ma visto che ci stiamo friulanizzando, usiamo i termini adeguati ;)) )


A questo punto riprendere la pasta e stenderla; stavolta mi sono fatta aiutare da mamma e da macchina, ma solo per il primo impasto!


Formare dei cerchietti di pasta di circa 10cm di diametro.


Mettere un cucchiaino di impasto al centro del cerchietto e chiudere a metà, in modo da formare una mezzaluna.




Per gustare finalmente la vostra creazione, far bollire i cjalcions in abbondante acqua salata.


Condire infine con burro fuso e salvia, spolverando con ricotta affumicata o in alternativa grana (o parmigiano).

Spero che questo piatto tipico friulano possa quantomeno incuriosirvi!

BUON APPETITO!